Di che colore è l’aria che respiri?
Una campagna di scienza partecipata per conoscere e migliorare la qualità dell’aria a Olbia.
Che aria respiriamo a Olbia? Quanto influisce il traffico urbano, nelle diverse stagioni, sulla nostra salute e sull’ambiente?
Con queste domande è nata “Di che colore è l’aria che respiri?”, la campagna di monitoraggio ambientale realizzata nell’ambito del progetto MEZZO – ½ – per una mobilità inclusiva e sostenibile a Olbia.
Attraverso due campagne di scienza partecipata, realizzate in autunno 2024 e estate 2025, oltre 120 campionatori passivi di biossido di azoto (NO₂) sono stati installati insieme agli studenti delle scuole superiori di Olbia (Mossa, Gramsci, Deffenu, Amsicora) in diversi punti strategici della città: aree scolastiche, vie trafficate, zona portuale e quartieri residenziali.
Perché il biossido di azoto?
L’NO₂ è un inquinante atmosferico legato soprattutto al traffico veicolare e ai trasporti marittimi. È nocivo per la salute – in particolare di bambini, anziani e soggetti fragili – e favorisce la formazione di altri inquinanti come il particolato fine (PM2.5) e l’ozono (O₃).
Misurarlo significa capire quanto respiriamo aria inquinata, dove e quando, e come possiamo intervenire per migliorare.
Cosa abbiamo scoperto?
Olbia è un modello… ma serve fare di più
Grazie all’introduzione della Città30 – Olbia è stata la prima città in Italia ad adottarla – e alla posizione geografica costiera, i livelli di NO₂ sono generalmente inferiori a quelli delle grandi città italiane. Tuttavia:
- Nella prima campagna (novembre 2024), le concentrazioni erano in buona parte sotto i limiti di legge (40 µg/m³), ma molte aree superavano già la soglia OMS di 10 µg/m³ raccomandata per la tutela della salute.
- Nella seconda campagna (giugno 2025), durante l’alta stagione turistica, i valori sono aumentati significativamente, con una media cittadina di 22,7 µg/m³, ben oltre il nuovo limite europeo previsto al 2030 (20 µg/m³) e il valore guida dell’OMS.
📌 Il picco massimo è stato registrato in via San Simplicio (15: 51,4 µg/m³)
📌 In Viale Isola Bianca, zona portuale, i valori sono triplicati rispetto all’autunno
📌 Solo un punto – vicino alla scuola Pais – è rimasto sotto i 10 µg/m³ in estate.
Le mappe parlano chiaro
Per facilitare la lettura dei dati, abbiamo realizzato due mappe interattive che mostrano i valori registrati nelle due campagne, punto per punto.
Consulta le mappe per scoprire il livello di inquinamento nella tua zona:
📍 Mappa novembre 2024 – campagna autunnale
📍 Mappa giugno 2025 – campagna estiva
Cliccando su ciascun punto, puoi vedere la concentrazione media di NO₂ misurata, la posizione del campionatore e il colore corrispondente al livello di inquinamento.
Una campagna fatta con le persone, per le persone
Il progetto ha coinvolto direttamente le ragazze e i ragazzi delle scuole, che hanno:
- Posizionato i campionatori sul territorio
- Geolocalizzato ogni punto di misurazione e contribuito alla creazione delle mappe
- Informato la cittadinanza con materiali divulgativi
È stato un vero esperimento di scienza partecipata, che ha combinato formazione, attivazione civica e raccolta dati scientifici.
Il progetto è stato coordinato da Cittadini per l’Aria e Fab Lab Olbia, con il supporto di Hub.Mat.
E adesso?
I dati raccolti confermano che l’inquinamento atmosferico a Olbia peggiora significativamente in estate, a causa di:
- Aumento del traffico veicolare (privato e turistico)
- Emissioni portuali di traghetti e navi da crociera
- Temperature elevate che favoriscono la formazione di ozono
Per questo motivo, il progetto MEZZO propone azioni concrete:
- Elettrificare le banchine portuali (cold ironing)
- Potenziare il trasporto pubblico elettrico e accessibile
- Introdurre una logistica urbana a zero emissioni
- Realizzare infrastrutture ciclabili sicure e continue
- Ampliare le aree pedonali nei centri abitati
Una città più sana è una città più vivibile
Olbia può diventare un modello nazionale di città sostenibile: la Città30 ha già dimostrato risultati positivi, ma servono nuovi investimenti e una visione integrata per la salute, la mobilità e l’ambiente urbano.
Con “Di che colore è l’aria che respiri?” abbiamo fatto un passo importante: abbiamo misurato, capito e condiviso. Ora tocca a tutte e tutti noi fare la differenza.